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Porto di Livorno, torna a crescere lo sbarco delle auto: in 3 mesi centomila vetture
02/06/2014
Torna a muoversi il mercato nazionale dell’auto, anche se con cifre non certo esaltanti. E torna a crescere il traffico navale con lo sbarco delle auto nuove. Dalle statistiche dell’Autorità portale per il primo trimestre dell’anno si è visto che ne sono sbarcate quasi centomila (esattamente 98 mila) con una crescita del 10,6% sul primo trimestre del 2013. Niente di trascendentale, visto che nei tempi d’oro il solo Faldo di Collesalvetti — ovvero l’autoporto voluto da Italo Piccini e realizzato dalla Compagnia portuali e dall’importatore Keoelliker — puntava a un milione di vetture. Però c’è ripresa, e i segnali positivi di questi tempi vanno benedetti.
 
E c’è una novità: al Faldo tornano a sbarcare le Nissan, che dovrebbero rappresentare un traffico di almeno 30 mila vetture all’anno. Aumentano dunque gli arrivi delle auto: ma è lungi dall’essere concentrato su un unico sito - l’autoporto del Faldo - il traffico allo sbarco.
 
Le stesse Nissan arrivavano anche prima nel nostro porto, sia pure con un altro terminalista. Quando il settore ha cominciato ad avere difficoltà per il calo degli arrivi, e i vettori hanno “limato” i margini di guadagno per le operazioni portuali, è esploda una concorrenza che ha portato a utilizzare aree marginali, spesso nemmeno particolarmente adatte, pur di abbassare i costi. E’ stato il caso della Toyota, che ha lasciato il Faldo per la Sintermar. Per alcuni traffici infatti il Faldo ha rischiato di finire fuori mercato: e si sono riempiti invece i terreni di Paduletta con le auto sbarcate direttamente dalla Cilp sulla sponda est della Darsena Toscana, poi quelli ai margini dei terreni ENI a Stagno, poi ancora in Sintermar. Alcuni traffici, come quelli di Gragnani, da tempo avevano preso la via dell’interporto Vespucci di Guasticce, e li continuano ad operare.
 
In sostanza, in porto operano con le auto allo sbarco (più raramente all’imbarco: ma ci sono anche treni-blocco che arrivano dalle fabbriche dell’est Europa al Faldo e da qui le auto vengono smistate anche via mare) almeno una mezza dozzina di realtà, spesso in aperta concorrenza l’una con l’altra fino ad arrivare a margini di guadagno irrisori. Oltre alla Cilp, che opera o da sola o in joint- venture con grandi operatori della logistica, c’è la Saimar dei Gragnani, la Sintermar della “triade” livornese di D’Alesio-Fremura- Neri, la Ghianda, la Prosper di Renzo Conti, il gruppo Elia ed altri ancora. In questo quadro s’inserisce la decisione, non recente ma di recente ribadita, di mettere sul mercato internazionale la proprietà del Faldo, per la parte immobiliare.
L’offerta è in ballo da almeno un anno: e secondo alcune voci si sarebbero finalmente aperti alcuni tavoli di trattativa molto concreti, che consentirebbero ai due proprietari- Cilp e Koelliker- di intravedere una possibile vendita nella seconda metà dell’anno. Ovviamente con un potenziamento ulteriore dell’autoporto, che già oggi ha “guadagnato” anche lo sbarco delle Fiat costruite all’estero (comprese le Chrysler, più o meno “mascherate” da Lancia) e sta attrezzandosi per l’invasione delel auto cinesi.
 
A. F.
Fonte: www.lanazione.it